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Il nostro blog si propone di dare visibilità ai musei dell'Università di Pavia sotto una luce un po' diversa; perchè i musei non sono un posto noioso dove siamo costretti ad andare in gita con la scuola...ma una risorsa, un territorio da esplorare, e tutti, come novelli Indiana Jones, possiamo aguzzare la nostra curiosità e partire per questo viaggio!
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giovedì 5 giugno 2008

Citazioni dal museo



Ecco a voi la "Picciola memoria" di Spallanzani conservata all'interno del Museo di Storia per l'Università di Pavia. Con questa memoria il Professore si Storia Naturale ci mostra come egli suole combinare la parte sistematica della scienza che insegna con lo spirito di osservazione:




"I. A me preme prima di ogni altro d’imprimer bene nella mente de’ giovani ciò che io intendo per spirito di osservazione. Lo che a mio avviso io non posso meglio dar loro ad intendere quanto trattenendomi con esso loro di un oggetto che sia stato eccellentemente esaminato da qualche grande osservatore come da un Malpighi, da un Lionnet, da un Réaumur. Allora facilmente giungono a capire non essere lo spirito di osservazione che una facoltà di ben ben comprendere un oggetto in tutte le sue parti, di scoprirne i rapporti, di combinarli fra loro, e con gli altri esseri, per giungere allo scoprimento di qualche verità od utile conseguenza. Premesso la qual nozione, io mostro a’ giovani quali requisiti richieggansi per lo spirito d’osservazione e quali oggetti giovi osservare”.


“II. [...] io comincio a metter loro sott’occhi, che per bene disporsi nell’osservare torna sovente l’essere diciam così tavola rasa intorno al soggetto da esaminarsi. [...] Ed essendone più o meno informati, giova almeno il prescinderne allora, così che sian disposti a non ricevere che quelle idee, che esaminando l’oggetto si comunicano all’animo col mistero de’sensi”. L’osservatore oltre ad essere libero e scevro da ogni prevenzione di partito, deve anche “esser libero e scevro... da qualunque spirito di sistema. La prevenzione io la paragono a certi occhiali mal fatti, che alterano più o meno i colori e la proporzione degli oggetti"

mercoledì 4 giugno 2008

Museo per la storia dell'Università di Pavia-Le sezioni












Nel post di oggi, vedremo le due sezione di cui si compone il Museo per la Storia dell'Università di Pavia: la Sezione di Medicina e la Sezione di Fisica.
La Sezione di medicina si articola in tre sale, intitolate rispettivamente all'anatomista Antonio Scarpa, al patologo chirurgo Luigi Porta e all'istologo e patologo Camillo Golgi. Nella sala Scarpa possiamo trovare alcuni preparati dell'antica collezione di anatomia dell'Università, che iniziata nel 1772 da Giacomo Rezia, divenne celebre proprio con Scarpa e accresciuta di suoi successori tra i quali Bartolomeo Panizza.
Nella sala Porta gran parte dei preparati anatomici riguarda il sistema circolatorio, dove nelle bacheche sono mirabili preparazioni ottenute associando tecniche di iniezione e di dissezione, così accanto a questi materiali sono conservati protocolli autografi e cartelle cliniche.
La sala Golgi accoglie invece preparati microscopici, documenti e strumenti dello scienziato, premio nobel per la medicina nel 1906. Nella stessa sala sono conservati anche reperti di altri medici e scienziati illustri.
La sezione di Fisica comprende due sale: il Gabinetto di Fisica di Alessandro Volta e il Gabinetto di Fisica dell'800.
Nella prima sala, recentemente allestita, sono conservati le invenzioni di Volta e gli strumenti da lui utilizzati per la ricerca didattica, esposti negli armadi e sui tavoli originali. Circa un terzo degli strumenti riguarda l'elettricità, i rimanenti rappresentano tutte le branche della Fisica dell'epoca.
Nella seconda sala, da poco restaurata, sono visibili gli strumenti inventati o utilizzati dai successori alla cattedra di Fisica nel corso dell'Ottocento.
Il settore più rappresentato è l'elettromagnetismo, con il suo complesso sviluppo e le ricadute tecnologiche, seguito da meccanica, pesi e misure, ottica, pneumatica e termologia.