BENVENUTI IN QUESTO BLOG!!!

Studi a Pavia e vorresti conoscere di più la tua città??!!

SEI NEL POSTO GIUSTO!

Il nostro blog si propone di dare visibilità ai musei dell'Università di Pavia sotto una luce un po' diversa; perchè i musei non sono un posto noioso dove siamo costretti ad andare in gita con la scuola...ma una risorsa, un territorio da esplorare, e tutti, come novelli Indiana Jones, possiamo aguzzare la nostra curiosità e partire per questo viaggio!
Divertitevi!!!



Visualizzazione post con etichetta museo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta museo. Mostra tutti i post

giovedì 5 giugno 2008

Citazioni dal museo



Ecco a voi la "Picciola memoria" di Spallanzani conservata all'interno del Museo di Storia per l'Università di Pavia. Con questa memoria il Professore si Storia Naturale ci mostra come egli suole combinare la parte sistematica della scienza che insegna con lo spirito di osservazione:




"I. A me preme prima di ogni altro d’imprimer bene nella mente de’ giovani ciò che io intendo per spirito di osservazione. Lo che a mio avviso io non posso meglio dar loro ad intendere quanto trattenendomi con esso loro di un oggetto che sia stato eccellentemente esaminato da qualche grande osservatore come da un Malpighi, da un Lionnet, da un Réaumur. Allora facilmente giungono a capire non essere lo spirito di osservazione che una facoltà di ben ben comprendere un oggetto in tutte le sue parti, di scoprirne i rapporti, di combinarli fra loro, e con gli altri esseri, per giungere allo scoprimento di qualche verità od utile conseguenza. Premesso la qual nozione, io mostro a’ giovani quali requisiti richieggansi per lo spirito d’osservazione e quali oggetti giovi osservare”.


“II. [...] io comincio a metter loro sott’occhi, che per bene disporsi nell’osservare torna sovente l’essere diciam così tavola rasa intorno al soggetto da esaminarsi. [...] Ed essendone più o meno informati, giova almeno il prescinderne allora, così che sian disposti a non ricevere che quelle idee, che esaminando l’oggetto si comunicano all’animo col mistero de’sensi”. L’osservatore oltre ad essere libero e scevro da ogni prevenzione di partito, deve anche “esser libero e scevro... da qualunque spirito di sistema. La prevenzione io la paragono a certi occhiali mal fatti, che alterano più o meno i colori e la proporzione degli oggetti"

mercoledì 4 giugno 2008

Una nota interessante...

Tra i musei che abbiamo visto c'è quello della tecnica elettrica...e leggendo qua e la abbiamo trovato un articolo interessante su "Il giornale di Socrate al caffè" scritto proprio da Antonio Savini il direttore di questo museo.
Ne riporto alcuni stralci...(per l'articolo completo vedi il n.39 del giornale o visita il sito www.ilgiornaledisocrate.it).

"L'otto marzo scorso il Museo della Tecnica Elettrica ha compiuto un anno. E' un nuovo tesoro dei musei dell'Università. Ma è un tesoro nascosto, conosciuto forse più fuori, addirittura all'estero, che non in città. Succede.
Per trovare il museo bisogna recarsi nella periferia nord-ovest della città, dove quest'ultima lambisce la campagna. Lì, ai bordi del campus universitario, il museo si nasconde dentro una bassa struttura di colore rosa pallido...
...Il museo è aperto al pubblico e racconta le applicazioni dell'elettricità negli ultimi due secoli.
Non è una enciclopedia del sapere tecnologico...è piuttosto un'antologia di idee, una raccolta di storie e soprattutto una collezione di artefatti che tracciano il percorso dello sviluppo della tecnologia elettrica fino ai giorni nostri.
E' possibile immaginarlo come un grande libro colorato e animato, a tre dimensioni, che si offre alla lettura di tutti...
...Il semplice curioso è invitato a riflettere sull'impatto dell'elettricità nel modo di vivere delle diverse stagioni della storia...
...I bambini apprendono che l'elettricità è indispensabile nel nostro mondo, imparano magari a costruire una pila elettrica e ricevono l'attestato di costruttori di pile...
...Il racconto della storia della tecnologia elettrica parte da una data precisa.
Sul finire del diciottesimo secolo tra Como e Pavia Alessandro Volta portò a compimento un'invenzione....(la pila di Volta)...
Diverse repliche d'epoca delle sue pile sono esposte...
Da quell'invenzione il racconto si dipana seguendo due percorsi intrecciati, quello dell'elettricità come forma di energia e quello dell'elettricità come vettore di informazione.
Energia ed informazione sono le due grandi risorse della modernità..."

Museo per la storia dell'Università di Pavia-Le sezioni












Nel post di oggi, vedremo le due sezione di cui si compone il Museo per la Storia dell'Università di Pavia: la Sezione di Medicina e la Sezione di Fisica.
La Sezione di medicina si articola in tre sale, intitolate rispettivamente all'anatomista Antonio Scarpa, al patologo chirurgo Luigi Porta e all'istologo e patologo Camillo Golgi. Nella sala Scarpa possiamo trovare alcuni preparati dell'antica collezione di anatomia dell'Università, che iniziata nel 1772 da Giacomo Rezia, divenne celebre proprio con Scarpa e accresciuta di suoi successori tra i quali Bartolomeo Panizza.
Nella sala Porta gran parte dei preparati anatomici riguarda il sistema circolatorio, dove nelle bacheche sono mirabili preparazioni ottenute associando tecniche di iniezione e di dissezione, così accanto a questi materiali sono conservati protocolli autografi e cartelle cliniche.
La sala Golgi accoglie invece preparati microscopici, documenti e strumenti dello scienziato, premio nobel per la medicina nel 1906. Nella stessa sala sono conservati anche reperti di altri medici e scienziati illustri.
La sezione di Fisica comprende due sale: il Gabinetto di Fisica di Alessandro Volta e il Gabinetto di Fisica dell'800.
Nella prima sala, recentemente allestita, sono conservati le invenzioni di Volta e gli strumenti da lui utilizzati per la ricerca didattica, esposti negli armadi e sui tavoli originali. Circa un terzo degli strumenti riguarda l'elettricità, i rimanenti rappresentano tutte le branche della Fisica dell'epoca.
Nella seconda sala, da poco restaurata, sono visibili gli strumenti inventati o utilizzati dai successori alla cattedra di Fisica nel corso dell'Ottocento.
Il settore più rappresentato è l'elettromagnetismo, con il suo complesso sviluppo e le ricadute tecnologiche, seguito da meccanica, pesi e misure, ottica, pneumatica e termologia.

venerdì 30 maggio 2008

La sala Golgi...premio Nobel per la medicina

...e una su di lui...

Questa volta il protagonista di una strana vicenda è un lui..ma non uno qualsiasi...è Scarpa!

Colui che ha voluto questo museo e che in un certo senso ancora lo controlla (tra poco scoprirete perchè)...

Come si usava ai suoi tempi quando un insigne decente di medicina moriva erano i suoi stessi allievi ad eseguire l'autopsia..una specie di ultima lezione post mortem...

Bene e quest'usanza è stata rispettata...ma il problema viene ora...non era usanza conservare parti del corpo del defunto..specialmente la testa...

Però non si sa se per omaggio al suo brillante intelletto o se perchè era molto molto molto antipatico ai suoi allievi e colleghi....la sua testa è ancora qui!!

Ci guarda dall'alto...(ogni tanto devono anche cambiargli l'acqua..come ai pesci rossi...basta che non gli diano da mangiare però!)

Bè passate a fargli un salutino se siete nei paraggi....ciao signor Scarpa!!!

Si è vero il meglio deve ancora arrivare...

Infatti dopo questa breve sosta in cui sono state scattate miliardi di foto...ci addentriamo nella sezione di medicina del museo...
Si, perchè in passato, proprio a pochi passi da dove ci troviamo ora venivano cucinati i cadaveri per le lezioni di medicina...
Si!Cucinati!Bè non cucinati al forno con le patate, venivano preparati per le autopsie...fatte durante le lezioni di anatomia che si tenevano nell'aula Scarpa..la stessa dove ogni tanto noi seguiamo le lezioni...!!
Impressionante no?!

E dopo la pausa pranzo..torniamo a noi..


Si, torniamo a noi...appena entrati nel museo si apre davanti a noi una piccola sala completamente tappezzata di ritratti di tutti personaggi illustri che son passati per l'università...e nel registro firme dei visitatori (uguale a quello che firmiamo anche noi!chissà se un giorno anche le nostre firme finiranno in un museo..perché si sa c'è un po' di premio nobel in ognuno di noi...!) siamo stupiti di vedere firme famose...ben 4 premi nobel per la fisica...Fermi, Thomson, Pauli, Blackett...e altre importanti personalità come il re d'Italia o Mussolini...
E pensare che a noi sembrava solo un piccolo museo pieno di polvere...invece stiamo respirando la stessa polvere e calpestando lo stesso pavimento di uomini che hanno fatto la storia...
Ma il meglio deve ancora venire....

giovedì 22 maggio 2008

Partiamo





E il nostro viaggio comincia da qui...in un pomeriggio assolato dei primi giorni di maggio.
Su uno dei cortili interni dell'università si apre una porta...è di legno, scura e pesante...ci invitano ad entrare...
"Museo di storia dell'università" recita una grossa targa di marmo sopra la porta...